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Una regione in armi: con questo si vuole indicare la militarizzazione della società veneta dal 1866 allo scoppio della grande guerra. 

Il Veneto, rispetto al Piemonte, non rappresentò mai una regione in armi, perché ci furono pochi giovani veneti che fecero la carriera militare. Durante la 1ª guerra mondiale, il Veneto rappresentò in pieno una regione in armi perché tutta la zona fu militarizzata con vari comandi, ospedali militari, depositi. All’interno della regione in armi, il funzionamento della vita civile dipendeva dall’amministrazione militare. 

A tutt’oggi l’unico studio disponibile complessivo è Una regione in armi: il Veneto dal 1866 alla Grande Guerra, Temi, Trento, 2010,  p. 630, € 30. 

Il volume, con le prefazioni dell’avvocato Francesco Dal Ferro,  del generale Carlo Maria Magnani Presidente Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro, del prof. Marco Grandi Presidente del Centro Studi “Generale Domenico Grandi”, tratta della storia della militarizzazione del Veneto dall’unità fino alla 1ª guerra mondiale. 

Dopo un capitolo introduttivo sulla storiografia militare italiana in generale ed in merito ai rapporti tra militari civili nel periodo considerato dalla ricerca.

Il secondo capitolo, tratta della militarizzazione della società veneta nel periodo 1866 – 1914. Si prendono in considerazione, i rapporti fra militari e società civile nella varie città della regione, come Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Belluno e Treviso, quelli con la chiesa cattolica, la presenza nelle Accademie militari dei giovani veneti, il tasso di nuzialità.

Il capitolo centrale è quello della grande guerra. Qui si prendere come esempio del rapporto tra esercito e società, quello di Thiene. La cittadina dell’alto vicentino era molto vicina alle prime linee. Si analizza, il ruolo dell’amministrazione comunale, quello della giustizia militare, gli internamenti, le case di tolleranza e del soldato, il ruolo della chiesa nelle retrovie e in prima linea, l’arrivo degli alleati. 

In conclusione del volume ci sono vari allegati, come l’elenco dei caduti di Thiene, alcune epigrafi dei caduti, l’Albo d’oro, l’elenco dei comandi. 

A corredo del volume, ci sono molto cartine e schizzi e fotografie.

L’autore è il dott. Leonardo Malatesta, nato a Malo (Vicenza) nel 1978. 

Si occupa di storia militare italiana ed europea dell’età contemporanea. Tra i suoi volumi possiamo ricordare Altopiani di fuoco. La Strafexpedition austriaca del maggio – giugno 1916, Istrit, Treviso, 2009; Il difensore della val d’Astico: il forte di Punta Corbin. La storia costruttiva e bellica di un’opera permanente della grande guerra, Temi, Trento, 2010; Il dramma del forte Verena: 12 giugno 1915. Nel 90° anniversario dalla distruzione del forte Verena, le sconvolgenti verità provenienti dagli archivi militari, Temi, Trento, 2005; Il forte di Cima Campolongo. La storia di una fortificazione italiana di montagna della grande guerra dell’Altopiano di Asiago, Temi, Trento, 2009; La guerra dei forti. Dal 1870 alla grande guerra le fortificazioni italiane ed austriache negli archivi privati e militari, Nordpress, Chiari, 2003.  È il  Presidente dell’Associazione Sperre Valsugana, Vice Direttore della Fondazione Museo Storico del Nastro Azzurro di Salò, Direttore del Comitato Scientifico dell’Associazione Culturale Tagliata della Scala e dirige per la casa editrice Temi, la collana storica Le Sentinelle di Pietra.

 

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